Lo scenario

SHARE ha scelto il Mozambico meridionale, al confine con il Sudafrica per cominciare il suo lavoro. In questo contesto si occupa di rifugiati e migranti. La tipologia di lavoro di SHARE si adatta particolarmente a questa regione.
Il Mozambico infatti ha in gran parte risolto (o avviato a soluzione) i problemi strutturali maggiori: c’è una, pur fortemente perfettibile democrazia, un buon tasso di sviluppo economico, una certa crescita della società civile.
Il sistema legislativo è complessivamente buono e rispettoso dei diritti fondamentali della persona ed esiste un ordinamento giudiziario, anche se con evidenti limiti.
Esiste però una grosso iato tra il paese “legale” e il paese reale. La maggior parte della popolazione è lontana dall’idea stessa dello stato di diritto e vive la sua vita ai margini di esso. Un buon numero di Mozambicani per lo stato semplicemente non esistono (non essendo stati registrati all’anagrafe) e vivono la loro esistenza al di fuori di esso.
Lo sviluppo del Mozambico e l’integrazione tra I differenti paesi dell’Africa australe comporta un’estensione sempre maggiore del paese “legale” con una corrispondente erosione degli spazi di vita sociale informali, non regolati dal dritto positivo e dall’ordinamento statale. Il non fare parte del paese “legale”, il non sapersi rapportare con le istituzioni e con lo stato, il non esistere dal punto di vista anagrafico comportano una marginalizzazione sempre più grave.
L’attività di SHARE mira a ridurre la frattura tra lo stato di diritto e la vita delle persone nei settori dell’assistenza giuridica gratuita e nell’assistenza ai migranti illegali, dove gli effetti sono particolarmente evidenti.