I migranti non documentati
Il problema dei migranti nasce dalla stessa causa, la frattura tra lo stato di diritto e la vita delle persone.
L’ingresso in Africa del Sud non è soggetto a visto, per passare il confine sono dunque sufficienti dei documenti validi per l’espatrio. Nonostante questo la migrazione non documentata verso l’Africa del Sud è un fenomeno imponente e in media 10.000 Mozambicani sono rimpatriati forzosamente ogni mese. I migranti illegali sono spesso sfruttati e nel processo di rimpatrio vedono spesso violati I loro diritti.
L’obiettivo di SHARE è fornire informazioni sui rischi che la migrazione illegale comporta e sui mezzi per migrare legalmente in Africa del Sud, assistendo le persone anche nell’ottenimento dei documenti.
Per ottenere questi obiettivi sta definendo un accordo di partnership con la polizia di frontiera Mozambicana
La partnership darebbe la possibilità di raccogliere un maggior numero di informazioni e di aiutare la polizia stessa nell’assistenza dei rimpatriati e nella prevenzione della migrazione illegale. In Mozambico infatti non esiste il reato di emigrazione clandestina per cui l’unica funzione della polizia di frontiera nei confronti dei rimpatriati è proprio quella di assistenza e d’informazione. La nostra azione aiuterebbe inoltre a dare un seguito alle denunce di violazioni subite in Africa del Sud riportate dai rimpatriati.
SHARE sarà anche impegnata nel sostenere l’attività di assistenza umanitaria dei rimpatriati portata avanti dalle suore Scalabriniane nel posto di frontiera di Ressano Garcia, che è il punto dove I rimpatriati vengono consegnati alle autorità mozambicane da parte della polizia sudafricana.
L’attività di assistenza agli stranieri e ai migranti nel Mozambico meridionale ha come sponda necessaria l’Africa del Sud.
Il limite delle (rare) attività di assistenza finora svolte in questo settore dalla cooperazione internazionale è stato infatti quello, a nostro giudizio, di essersi in generale limitate ad un approccio nazionale. L’obiettivo di Share, soprattutto a riguardo dei migranti, è invece quello di accompagnare l’intero processo di rimpatrio: è stato avviato in tal senso un contatto con l’Home Affairs Department del governo sudafricano cui è stato presentato un progetto per una futura presenza di Share all’interno del detention facility di Lindela, che è il luogo dove I migranti non documentati sono detenuti prima del rimpatrio. Lo scopo è quello di garantire loro una corretta informazione in lingua portoghese sui diritti che la legge sudafricana riconosce loro e sugli strumenti per migrare e lavorare legalmente in Sudafrica.
Saranno importanti anche contatti con la comunità mozambicana residenti in alcune regioni sudafricane (Gauteng e Mpumalanga in primis) per innescare un passaparola virtuoso che diffonda informazioni corrette sulle reali possibilità di migrazione e residenza in Sudafrica, dal momento che oggi è questo uno dei veicoli che crea falsi miti di facile accesso al benessere e incentiva la migrazione a qualunque costo.
In questo ambizioso progetto Share lavora in partnership con il GVC, un’importante ONG italiana presente in Mozambico fin dalla sua indipendenza. Il progetto qui descritto a grandi linee è stato presentato con scadenza triennale all’Unione Europea per essere finanziato. Nel frattempo Share e GVC daranno inizio alla prima parte dell’attività installando un ufficio mobile a Ressano.