Micro campagna esperança
E’ straniera, viene dal Rwanda, da dov’é fuggita da più di 15 anni. Vive in Mozambico da 12 anni ormai.
Da quando il marito è stato accusato di aver ucciso un altro ruandese all’interno della loro comunità e si trova in carcere (nonostante la moglie della vittima abbia confessato di esser la diretta responsabile dell’omicidio), lei vive da sola con i tre figli, due femmine e un maschietto di 5 anni, che ancora non va a scuola. Le bambine, più grandi, frequentano la scuola primaria e secondaria.
É da sola perchè da quando è successo tutto, piú di un anno fa, ha perso il posto di lavoro nel Centro di Salute Ruandese dov’era impiegata e non riesce a trovare un altro posto a causa della condanna del marito. Cerca anche nella frenetica città di Maputo.
E così non è solo lui a scontare la pena, ma tutta la famiglia.
Acqua, cibo e vestiti, cose essenziali per una vita dignitosa, sono beni preziosi che spesso mancano o dipendono dall’azione di qualche vicino.
La terra arida a causa della siccità e della scarsità d’acqua in tutto il quartiere, non permette neanche di coltivare la machamba, un piccolo pezzo di terreno da cui raccogliere frutta e verdura. In casa c’è solo un po’ di riso e qualche fagiolo.
Se ci fossero dei parenti vicini, la vita sarebbe molto più facile, ma sorelle e fratelli sono lontani e da anni non riescono ad avere che sporadici contatti telefonici.
Le giornate del piccolo L. passano all’ombra dell’unico albero del cortile, ad aspettare che il tempo scorra lento e che qualcosa cambi, per lui e la sua famiglia.
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Settembre 2010 12:37)