Diario

Naufragio nelle acque di Mocimboa da Praia

C’ha sorpreso il fatto che la notizia della morte di quasi 50 persone non abbia destato alcuno scalpore o almeno guadagnato un passaggio all’interno di quotidiani e notiziari italiani (a parte un trafiletto tra le notizie “flash” su corriere.it), per il semplice fatto di essere avvenuta a migliaia di km di distanza dal nostro paese.

 

Maria, una storia a lieto fine

Immaginate di essere accusati di un crimine che non avete compiuto e di stare in carcere per due settimane senza poter comunicare con nessuno e soprattutto senza l’esistenza di una vera accusa contro di voi...Maria è una giovane donna che vive momentaneamente da sola perchè il marito è emigrato in Sudafrica per lavorare. In una notte come tante altre sente all’improvviso dei rumori provenire dalla porta di casa, come se qualcuno stesse cercando di forzarla per entrare.

 

Agevolare le operazioni di rimpatrio

Il procuratore generale della Repubblica del Mozambico, Augusto Paolino, si è recato, lo scorso aprile, a far visita alle celle della Diciottesima Squadra, dove ha avuto modo di parlare con i migranti trattenuti a Maputo ormai da qualche mese. Le cattive condizioni in cui si trovano gli stranieri all’interno delle celle sono aggravate dal fatto che la loro permanenza in Mozambico superi il tempo necessario alle procedure giudiziarie, rallentando di fatto le operazioni di rimpatrio degli stessi nei rispettivi paesi.

 

La Diciottesima Squadra

Share, in collaborazione con la Cemirde (Commissione Episcopale per i Migranti, i Rifugiati e gli Sfollati) e con il Dipartimento della Migrazione di Maputo, lavora da un anno nella Diciottesima Squadra, il distretto dove vengono trattenuti I migranti privi di documenti che passano per il Mozambico, la maggior parte dei quali diretti in Sud Africa. Il periodico lavoro di monitoraggio e di verifica delle presenze all’interno delle celle ha cominciato a dare i suoi buoni frutti.

 

Samuel, rimpatriato perchè irregolare

Samuel ha 18 anni, viene dalla provincia di Inhambane, al centro del Mozambico. Ha appena finito la scuola secondaria e non ha la possibilità di proseguire gli studi. E’ l’ultimo di 5 figli; il padre fa il falegname e la madre lavora nella machamba. Uno dei fratelli maggiori, che si trova in Sud Africa, l’aveva convinto a raggiungerlo, ma una volta lì, dopo un mese, Samuel è stato rimpatriato perchè irregolare.

 
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